COSA SIGNIFICA LA TERMINOLOGIA RE_DESIGN?





«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Lavoisier

E’ su questo principio che si basa il concetto di re-design. Infatti il significato testuale del termine è riprogettare e rappresenta un nuovo modo di creare gli oggetti utilizzando materiali di scarto e di recupero. Attraverso questa filosofia di progettazione è possibile ridare una seconda vita a tutti quei materiali come carta, ferro, plastica, legno e tanti altri che normalmente verrebbero considerati solo rifiuti. Conseguenzialmente ciò apporta vantaggi non solo alla lotta contro lo spreco ma anche all'ecologia. L’oggetto di re-design non è brutto, come in molti pensano. Falsi canoni di bellezza ci hanno imposto la convinzione che il nuovo è bello, mentre il vecchio è inevitabilmente un rifiuto di cui liberarsi. Ma in realtà chi si occupa di riprogettare e dare nuova vita a un vecchio oggetto lo fa con una attenzione maniacale curando il più piccolo dettaglio così da renderlo perfetto ed esteticamente piacevole da vedere. Molteplici sono gli oggetti che furono realizzati sulla base di questa teoria. Ricordiamo lo sgabello Mezzandro dei fratelli Castiglioni nel 1957, che proposero come sgabello un sedile da trattore agricolo, montato su una balestra stabilizzata da un piolo in legno. Ancora la lampada Toio sempre dei fratelli Castiglioni nel 1962 realizzata sfruttando un faro d’automobile montato su un piedistallo di metallo. Oppure la Putrella di Enzo Mari nel 1958. La Putrella è una trave di ferro a doppia T piegata agli estremi che si trasforma in un oggetto che allude alle funzionalità di un vassoio. Dimensioni: 49 cm. x 12 cm. x 9 cm.



Sul tema del re-design, non possiamo non citare il famoso architetto Alessandro Mendini che reinterpreta gli oggetti attraverso l’uso di colori e di stili estranei al progetto originario. Tipico esempio è la poltrona Proust una seduta finto-barocca trasformata in un omaggio al celebre scrittore francese (Marcel Proust) ricoprendola di un pattern dipinto direttamente sul tessuto e sulla struttura di legno, attraverso un piccolo pennello che richiama la tecnica del puntinismo di Paul Signac. Pertanto tutto ciò che è re-design non è per nulla banale, ma ci sorprende perché ci permette di ripensare gli oggetti quotidiani con elementi che apparentemente non c’entrano nulla l’uno con l’altro.

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